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l'edizione 2022

Le “Radici Future” superano i confini bassanesi, candidandosi come punto di riferimento provinciale e regionale per lo sviluppo sostenibile del territorio. Per la sua seconda edizione, infatti, il festival si è esteso all’intera provincia vicentina con l’obiettivo di allargare la rete territoriale tra scuole, aziende, istituzioni e cittadini per ispirare, incentivare e avviare progetti di valore attorno ai temi della sostenibilità. 

 

i dialoghi culturali

Alex Bellini
Esploratore e divulgatore ambientale

Serena Giacomin

Climatologa meteo expert e Presidente Italian Climate Network

 

Anna Fiscale
Fondatrice e Presidente di Impresa Sociale Quid

Lucia Dal Negro

CEO and Co-founder De-LAB Società Benefit 

Susanna Martucci
Amministratore unico & Founder Alisea

Luciano Canova

Economista e divulgatore scientifico

Francesca Vecchioni
Presidente di Fondazione Diversity

Paola Gianotti

Ultra cycler, detentrice di 4 Guinness World Records e attivista sociale

le masterclass

La seconda edizione del festival è partita a marzo con l’avvio del Progetto Education per gli alunni delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado, in collaborazione con la Commissione Education di Confindustria Vicenza. Nella prima fase teorica, in quattro sessioni di masterclass gli studenti sono stati formati sui principi dell’economia circolare e della biomimetica. 

le scuole partecipanti

logo liceo De Fabris
Liceo Artistico G. De Fabris
logo liceo enaudi
ITET L. Einaudi
IIS Silvio Ceccato
Liceo Scientifico G.B. Quadri
Logo liceo Parolini
Istituto Agrario A. Parolini
logo liceo scotton
IIS Andrea Scotton
Logo liceo Enrico Fermi
ITIS E. Fermi
logo scuola superiore G. A. Remondini
IIS G.A. Remondini

lo sprint

Dalla teoria alla pratica: dopo le sessioni di masterclass, a luglio gli studenti hanno avuto l’opportunità di lavorare direttamente con le aziende nella tappa finale “Econcanvas Sprint”.  Gli studenti del Liceo Artistico G.De Fabris di Nove hanno partecipato a un vero e proprio processo di co-progettazione di business circolari assieme alle aziende Favini e Videndum Media Solutions, guidati dai docenti di Radici Future. L’obiettivo era analizzare sul campo la filiera produttiva per individuare soluzioni circolari per ridurre gli sprechi, cogliere nuove opportunità e ridurre gli impatti ambientali. Un obiettivo centrato, che porterà nei prossimi mesi alla validazione e al successivo sviluppo di nuove progettualità. Per gli studenti partecipanti è stata, invece, un’occasione per avvicinarsi alle competenze richieste dalle aziende e per vivere sul campo una concreta esperienza di ideazione di soluzioni circolari nelle imprese.

la championship

La Championship è il primo contest della sostenibilità, lanciato dal festival “Radici Future 2030” alle aziende associate a Confindustria Vicenza. Una “sfida” nella quale le aziende vicentine hanno potuto mettere in risalto il loro miglior progetto sulla sostenibilità, un’opportunità per spiegare al meglio l’impegno concreto profuso per la realizzazione di un futuro migliore e, allo stesso tempo, per compiere un’accurata analisi degli strumenti e delle forze messe in campo da ciascuna azienda.

Dalla sostenibilità della filiera produttiva all’equa retribuzione dei dipendenti, passando per la gestione dei rifiuti: 22 aziende hanno raccolto la sfida, scendendo in campo con i loro progetti e il loro sguardo innovativo rispetto al tema della sostenibilità e ai parametri fissati dai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu. La valutazione e il giudizio finale sono stati affidati al Comitato Tecnico Scientifico del festival, costituito ad hoc per la competizione e formato dalla Prof.ssa Elena Claire Ricci dell’ateneo scaligero, dall’Assessore Regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan e dal Presidente di AsVess-Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile Giorgio Santini.

radici future simbolo

Il vincitore: BEDIN GALVANICA

 

Dal 1971 Bedin Galvanica crea finiture galvaniche preziose per moda, design, abbigliamento, calzature, pelletteria e arredamento. Azienda a conduzione familiare, dal 2009 ha trasferito e ampliato i propri impianti tra la sede vicentina dell’Arpav e un’oasi WWF.

Motivazione:

“Il Comitato tecnico scientifico ha apprezzato la multidimensionalità dell’iniziativa. L’azienda ha mostrato di aver saputo cogliere la natura multisfaccettata della sostenibilità, non fermandosi alla sostenibilità come mera ottimizzazione dei processi, ma “andando oltre”, generando valore sociale sul territorio.
L’azienda è dotata anche di un sistema di monitoraggio delle proprie performance di sostenibilità, promuovendo, dunque un impegno continuo verso la sostenibilità a 360 gradi. In particolare, è stata apprezzata l’inclusione nel loro progetto di iniziative con impatti legati agli aspetti ambientali guardando l’inquinamento, ma anche alla biodiversità e al clima, sia agli aspetti sociali – in relazione a una radicata parità di genere in azienda, alle relazioni con i dipendenti e all’inclusione sociale – nonché l’impegno per la ricerca di soluzioni innovative nell’ambito dei processi produttivi e l’attenzione per il territorio in cui sono inseriti”.

Menzione speciale per l’innovazione: BAXI

La storia di Baxi comincia nel 1925 dalle “Smalterie Metallurgiche Venete”, con la produzione di prodotti smaltati. Oggi Baxi progetta, produce e distribuisce sistemi per il riscaldamento e la climatizzazione per contesti residenziali e commerciali.

Motivazione:

“Il Comitato tecnico scientifico ha voluto segnare una menzione speciale al progetto per la sua innovatività tecnologica. L’azienda ha, infatti, saputo cogliere la sfida della sostenibilità, andando oltre i metodi tradizionali e trovando soluzioni innovative e creative. Si è puntato, in particolare, sulla ricerca di prodotti dirompenti rispetto al business tradizionale che possono portare a notevoli impatti di diverso genere. Oltre a chiari benefici ambientali, la promozione di questo tipo di prodotti può avere anche altri effetti interessanti legati all’accettazione e/o promozione di iniziative con un alto potenziale di innovatività. Questo tipo di prodotti può sensibilizzare alla sensibilità ambientale, ma anche alla ricerca di innovazione radicale, sia i clienti sia altre imprese, di settore e non”.

il progetto urban

È stato inaugurato nel Centro Studi di Bassano del Grappa il primo Progetto Urban del festival, una riqualificazione nel segno della progettazione ambientale, partecipata e circolare. In via San Tommaso D’Aquino è stato realizzato un parco urbano di 1000 mq, con il contributo economico della Camera di Commercio di Vicenza, di Provincia di Vicenza, Comune di Bassano del Grappa, Etra Spa e SIS, e in collaborazione con l’Istituto Agrario A. Parolini di Bassano del Grappa. 

Nello specifico, sono stati rimossi più di 1000 metri quadri di asfalto bituminoso che è stato destinato non alla discarica, bensì al riciclo. Al suo posto per circa 700 metri quadri è stato posato a freddo un materiale drenante senza emissione di fumi nell’aria. Il suo colore verde, nonché la sua porosità, costituisce inoltre una minore fonte di assorbimento termico, mitigando quindi l’effetto isola di calore. Più di 400 piante hanno il compito di mitigare il riscaldamento delle strade, assorbire gli inquinanti gassosi rendendo l’aria più pulita e far crescere la piccola biodiversità.

Tavoli e panche trasformano l’area in uno spazio di lavoro e studio all’aperto, a disposizione delle scuole. Ora tutta l’area è dotata di illuminazione a LED e di cestini per la raccolta differenziata con l’obiettivo di suggerire una corretta pratica pubblica, favorire una migliore gestione dei rifiuti dell’area e alimentarne la loro valorizzazione. Inoltre, sfruttando il riuso creativo di elementi edili e stradali, è stata disegnata una lunga panca-cordolo che delimita le aiuole e nel contempo può ospitare fino a 150 persone sedute.

ideato da

Con il contributo della

A cura di

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Con il patrocinio di

Regione del Veneto
Provincia di Vicenza
Comune di
Bassano del Grappa
AsVess-Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile

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