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l'edizione 2023

È stata un’edizione molto intensa per “Radici Future 2030”, con la seconda Championship dedicata alle aziende che fanno innovazione e propongono soluzioni all’avanguardia dedicate alla sostenibilità; le serate culturali, tra Vicenza e Bassano, aperte a tutti e incentrate sulla sostenibilità nelle sue diverse declinazioni, dall’economia, all’ambiente, alla vita civile; il lavoro dedicato alle generazioni più giovani, tramite i corsi nelle scuole.
Grazie a tutti, per il supporto, l’attenzione e la partecipazione: stiamo già lavorando all’edizione del 2024 con nuove idee e nuovo entusiasmo.

i dialoghi culturali

Licia Colò
Conduttrice e divulgatrice ambientale

Matteo Ward

CEO e Co-Founder di WRÅD 

Gabriella Greison
Fisica, scrittrice, divulgatrice scientifica

Alessio Colombo

Geologo, Co-founder and COO di Ricehouse 

Eva Alessi
Responsabile Sostenibilità WWF Italia

Saverio Tomasi

Giornalista di Fanpage.it

Veronica La Regina
Direttore Generale di Officina REV srl – società di Space Cargo 

Chiara Montanini

Project Manager di Italy for Climate e Analista Clima ed Energia di Fondazione per lo sviluppo sostenibile

le masterclass

La seconda edizione del festival è partita a marzo con l’avvio del Progetto Education per gli alunni delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado, in collaborazione con la Commissione Education di Confindustria Vicenza. Nella prima fase teorica, in quattro sessioni di masterclass gli studenti sono stati formati sui principi dell’economia circolare e della biomimetica. 

le scuole partecipanti

logo liceo De Fabris
Liceo Artistico G. De Fabris
logo liceo enaudi
ITET L. Einaudi
IIS Silvio Ceccato
Liceo Scientifico G.B. Quadri
Logo liceo Parolini
Istituto Agrario A. Parolini
logo liceo scotton
IIS Andrea Scotton
Logo liceo Enrico Fermi
ITIS E. Fermi
logo scuola superiore G. A. Remondini
IIS G.A. Remondini

lo sprint

Dalla teoria alla pratica: dopo le sessioni di masterclass, a luglio gli studenti hanno avuto l’opportunità di lavorare direttamente con le aziende nella tappa finale “Econcanvas Sprint”.  Gli studenti del Liceo Artistico G.De Fabris di Nove hanno partecipato a un vero e proprio processo di co-progettazione di business circolari assieme alle aziende Favini e Videndum Media Solutions, guidati dai docenti di Radici Future. L’obiettivo era analizzare sul campo la filiera produttiva per individuare soluzioni circolari per ridurre gli sprechi, cogliere nuove opportunità e ridurre gli impatti ambientali. Un obiettivo centrato, che porterà nei prossimi mesi alla validazione e al successivo sviluppo di nuove progettualità. Per gli studenti partecipanti è stata, invece, un’occasione per avvicinarsi alle competenze richieste dalle aziende e per vivere sul campo una concreta esperienza di ideazione di soluzioni circolari nelle imprese.

la championship

La Championship è il primo contest della sostenibilità, lanciato dal festival “Radici Future 2030”. Una “sfida” nella quale le aziende hanno potuto mettere in risalto il loro miglior progetto sulla sostenibilità, un’opportunità per spiegare al meglio l’impegno concreto profuso per la realizzazione di un futuro migliore e, allo stesso tempo, per compiere un’accurata analisi degli strumenti e delle forze messe in campo da ciascuna azienda.

Dalla sostenibilità della filiera produttiva all’equa retribuzione dei dipendenti, passando per la gestione dei rifiuti: 21 aziende hanno raccolto la sfida, di questa seconda edizione, scendendo in campo con i loro progetti e il loro sguardo innovativo rispetto al tema della sostenibilità e ai parametri fissati dai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu. La valutazione e il giudizio finale sono stati affidati al Comitato Tecnico Scientifico del festival, costituito ad hoc per la competizione e formato dalla Prof.ssa Elena Claire Ricci dell’ateneo scaligero, dall’Assessore Regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan e dal Presidente di AsVess-Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile Giorgio Santini.

radici future simbolo

Il vincitore: MAARMO

MAARMO Srl nsce nel 2017 con l’obiettivo di dare nuova vita agli scarti di lavorazione della filiera del marmo. Oggi crea radiatori ecologici, combinando polvere di marmo e altri materiali di scarto prodotti sul territorio.

Motivazione:

“Il Comitato tecnico scientifico ha apprezzato il modo con cui MAARMO si è approcciata al tema dell’economia circolare.
L’azienda nasce proprio dall’idea di utilizzare scarti di altre produzioni industriali come input per i propri prodotti, con particolare attenzione a materiali altrimenti inquinanti. MAARMO ha portato avanti un progetto di economia circolare basato sullo studio attento di tutte le fasi di vita del prodotto. Il design ha riguardato anche la fase post consumo e ha permesso la realizzazione di un prodotto facilmente scomponibile in parti a loro volta riutilizzabili.
È stata, inoltre, apprezzata l’analisi delle filiere produttive locali effettuata al fine di individuare gli scarti disponibili da valorizzare, creando nuove opportunità per il territorio. Interessante, infine, l’utilizzo di input circolari per incrementare ulteriormente la resa estetica e l’originalità del prodotto
“.

Menzione speciale per la storia di circolarità: FAVINI

Dal 1736 Favini Srl lavora la carta. Oggi crea prodotti per moda, lusso e applicazioni tecniche, packaging, prodotti per la scuola, l’ufficio e la creatività, unendo innovazione tecnologica e design, nel solco dell’economia circolare.

Motivazione:

Il Comitato tecnico scientifico ha voluto assegnare una menzione speciale a FAVINI per il suo impegno di lungo corso sul tema dell’economia circolare.
È stata apprezzata, infatti, la longeva storia di simbiosi industriale portata avanti dall’azienda sin dagli anni ’90, iniziata con l’idea innovativa di utilizzare alghe infestanti nel processo di produzione e sviluppata nel tempo introducendo l’utilizzo di nuovi materiali di scarto. La lodevole attenzione volta all’upcycling si concretizza, inoltre, nell’interazione con le diverse filiere del territorio, a dimostrazione dell’impegno dell’azienda verso un modello di business circolare“.

il progetto urban

È stato inaugurato nel Centro Studi di Bassano del Grappa il primo Progetto Urban del festival, una riqualificazione nel segno della progettazione ambientale, partecipata e circolare. In via San Tommaso D’Aquino è stato realizzato un parco urbano di 1000 mq, con il contributo economico della Camera di Commercio di Vicenza, di Provincia di Vicenza, Comune di Bassano del Grappa, Etra Spa e SIS, e in collaborazione con l’Istituto Agrario A. Parolini di Bassano del Grappa. 

Nello specifico, sono stati rimossi più di 1000 metri quadri di asfalto bituminoso che è stato destinato non alla discarica, bensì al riciclo. Al suo posto per circa 700 metri quadri è stato posato a freddo un materiale drenante senza emissione di fumi nell’aria. Il suo colore verde, nonché la sua porosità, costituisce inoltre una minore fonte di assorbimento termico, mitigando quindi l’effetto isola di calore. Più di 400 piante hanno il compito di mitigare il riscaldamento delle strade, assorbire gli inquinanti gassosi rendendo l’aria più pulita e far crescere la piccola biodiversità.

Tavoli e panche trasformano l’area in uno spazio di lavoro e studio all’aperto, a disposizione delle scuole. Ora tutta l’area è dotata di illuminazione a LED e di cestini per la raccolta differenziata con l’obiettivo di suggerire una corretta pratica pubblica, favorire una migliore gestione dei rifiuti dell’area e alimentarne la loro valorizzazione. Inoltre, sfruttando il riuso creativo di elementi edili e stradali, è stata disegnata una lunga panca-cordolo che delimita le aiuole e nel contempo può ospitare fino a 150 persone sedute.

ideato da

Con il contributo della

A cura di

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Con il patrocinio di

Regione del Veneto
Provincia di Vicenza
Comune di
Bassano del Grappa
AsVess-Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile

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