Edizione 2023

È stata un’edizione molto intensa per “Radici Future 2030”, con la seconda Championship dedicata alle aziende che fanno innovazione e propongono soluzioni all’avanguardia dedicate alla sostenibilità; le serate culturali, tra Vicenza e Bassano, aperte a tutti e incentrate sulla sostenibilità nelle sue diverse declinazioni, dall’economia, all’ambiente, alla vita civile; il lavoro dedicato alle generazioni più giovani, tramite i corsi nelle scuole.
Grazie a tutti, per il supporto, l’attenzione e la partecipazione: stiamo già lavorando all’edizione del 2024 con nuove idee e nuovo entusiasmo.

Speaker

Progetto Education

Un percorso per guidare i docenti nell’applicazione dei temi della sostenibilità ai programmi scolastici, offrendo strumenti, contenuti e testimonianze utili a individuare le tematiche di maggiore interesse per il futuro formativo e lavorativo degli studenti.

La championship

La Championship è il primo contest della sostenibilità, lanciato dal festival “Radici Future 2030”. Una “sfida” nella quale le aziende hanno potuto mettere in risalto il loro miglior progetto sulla sostenibilità, un’opportunità per spiegare al meglio l’impegno concreto profuso per la realizzazione di un futuro migliore e, allo stesso tempo, per compiere un’accurata analisi degli strumenti e delle forze messe in campo da ciascuna azienda.

Dalla sostenibilità della filiera produttiva all’equa retribuzione dei dipendenti, passando per la gestione dei rifiuti: 21 aziende hanno raccolto la sfida, di questa seconda edizione, scendendo in campo con i loro progetti e il loro sguardo innovativo rispetto al tema della sostenibilità e ai parametri fissati dai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu. La valutazione e il giudizio finale sono stati affidati al Comitato Tecnico Scientifico del festival, costituito ad hoc per la competizione e formato dalla Prof.ssa Elena Claire Ricci dell’ateneo scaligero, dall’Assessore Regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan e dal Presidente di AsVess-Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile Giorgio Santini.

Il vincitore: MAARMO

MAARMO Srl nsce nel 2017 con l’obiettivo di dare nuova vita agli scarti di lavorazione della filiera del marmo. Oggi crea radiatori ecologici, combinando polvere di marmo e altri materiali di scarto prodotti sul territorio.

Motivazione:

“Il Comitato tecnico scientifico ha apprezzato il modo con cui MAARMO si è approcciata al tema dell’economia circolare.
L’azienda nasce proprio dall’idea di utilizzare scarti di altre produzioni industriali come input per i propri prodotti, con particolare attenzione a materiali altrimenti inquinanti. MAARMO ha portato avanti un progetto di economia circolare basato sullo studio attento di tutte le fasi di vita del prodotto. Il design ha riguardato anche la fase post consumo e ha permesso la realizzazione di un prodotto facilmente scomponibile in parti a loro volta riutilizzabili.
È stata, inoltre, apprezzata l’analisi delle filiere produttive locali effettuata al fine di individuare gli scarti disponibili da valorizzare, creando nuove opportunità per il territorio. Interessante, infine, l’utilizzo di input circolari per incrementare ulteriormente la resa estetica e l’originalità del prodotto”.

Menzione speciale per la storia della circolarità: FAVINI

Dal 1736 Favini Srl lavora la carta. Oggi crea prodotti per moda, lusso e applicazioni tecniche, packaging, prodotti per la scuola, l’ufficio e la creatività, unendo innovazione tecnologica e design, nel solco dell’economia circolare.

Motivazione:

“Il Comitato tecnico scientifico ha voluto assegnare una menzione speciale a FAVINI per il suo impegno di lungo corso sul tema dell’economia circolare.
È stata apprezzata, infatti, la longeva storia di simbiosi industriale portata avanti dall’azienda sin dagli anni ’90, iniziata con l’idea innovativa di utilizzare alghe infestanti nel processo di produzione e sviluppata nel tempo introducendo l’utilizzo di nuovi materiali di scarto. La lodevole attenzione volta all’upcycling si concretizza, inoltre, nell’interazione con le diverse filiere del territorio, a dimostrazione dell’impegno dell’azienda verso un modello di business circolare”.

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